Barbara di Noia, studentessa del master 5, è tornata da qualche settimana dall'India, dove ha effettuato il suo progetto di stage a Ecomantra, ong locale impegnata in progetti di turismo sostenibile. Ci ha inviato il bellissimo resoconto della sua esperienza, che pubblichiamo con molto piacere.
Il mio stage si è svolto presso un’organizzazione indiana (Ecomantra) fortemente impegnata nei temi della sostenibilità ambientale, del viaggiare responsabile e dell’apprendimento esperienziale; il prodotto di Ecomantra si basa su un interessante mix di eco-avventure, giochi nella natura e laboratori d’arte, sempre organizzati in ambienti naturali di grande bellezza. In Ecomantra ho svolto un’analisi di mercato lavorando ad una strategia di marketing per l’espansione del loro prodotto eco-turistico sui mercati europei; ho anche contribuito all’individuazione delle criticità dell’attuale offerta dell’organizzazione, suggerendo alcuni interventi prioritari.
Inizialmente è stato necessario passare molte ore in ufficio, per comprendere quale fosse la linea di promo - commercializzazione più appropriata per Ecomantra e quindi le loro strategie di vendita, i canali utilizzati, l’analisi dei target e del management delle loro strutture, la selezione delle attività d’avventura da proporre a ciascun gruppo, la gestione e l’accompagnamento dei clienti e la stesura di programmi di sensibilizzazione rivolti a gruppi di giovani. L’obiettivo di Ecomantra è la sensibilizzazione per il rispetto della natura, patrimonio unico e irriproducibile. C’è da precisare che per quanto sia la natura il fulcro principale delle attività di Ecomantra, è pur vero che le attività rurali e l’aiuto verso le comunità, riveste un ruolo altrettanto importante e delicato a cui dedicano davvero tante energie e molti progetti. Grazie ad alcuni di questi, infatti, Ecomantra sostiene delle scuole e quindi l’istruzione di alcuni ragazzi meno fortunati. Vengono, inoltre, aiutate persone con spirito di intraprendenza che tentano di migliorare la propria condizione, oltre a sostenere alcuni artigiani locali che vedono aumentare il proprio introito grazie al passaggio di clienti mandati da Ecomantra, interessati all’acquisto di un prodotto locale, di un souvenir che possa in parte racchiudere l’esperienza provata durante la loro vacanza. Ecomantra è, inoltre, pronta per soddisfare le esigenze dei target più vari: coppie, singoli viaggiatori, famiglie, e gruppi aziendali. Lo sviluppo delle offerte Ecomantra si avvicina sempre più verso il dynamic packaging, verso una costruzione dinamica del prodotto per il cliente/prosumer verso il quale il prodotto viene assolutamente adattato, quasi creato su misura e non preconfezionato. Per esempio, una prerogativa tipica del prodotto di Ecomantra consiste nel fatto che all’utente viene data totale libertà di scelta nell’aggiungersi o staccarsi dal segmento di proposta turistica proposto. Mi spiego meglio: se l’intera proposta di viaggio Ecomantra prevede 14 giorni di viaggio partendo da Mumbai per arrivare a Fort Cochin (nello stato del Kerala), può anche verificarsi la possibilità che degli ospiti anziché seguire l’intero tragitto vogliano accodarsi a metà strada per una durata più breve o perché, più semplicemente, preferiscono visitare un luogo da soli e senza alcun accompagnamento. Ebbene, con Ecomantra è possibile. Non è infatti necessario “comprare l’intero pacchetto”. Tutto è sempre tarato in base alle esigenze personali di ognuno, per lo meno quando questo è possibile. Questo aspetto è certamente un’opportunità non riscontrabile nel caso di grossi tour operator o di quelle agenzie di viaggi che considerano i clienti solamente dal punto di vista economico; dei “portafogli che camminano”, come è stato detto (neanche gli operatori responsabili di AITR rendono possibile un servizio del genere perché è sempre necessario comprare tutto il viaggio). Per Ecomantra la realizzazione di itinerari è considerata un’arte, frutto di esperienza diretta nel settore, prima di tutto come viaggiatori, appunto. Al contrario dei grossi T.O., Ecomantra non si preoccupa di vendere solamente delle accommodation, ma delle vere e proprie “esperienze”, intessute di valori quali l’aspetto eco turistico e l’ attenzione nei confronti di un turismo che sia sostenibile.
Sono stata spesso messa alla prova e credo di essermi guadagnata il rispetto dei miei responsabili, ed anche tanta autonomia; questo, se da una parte può regalare tante soddisfazioni, dall’altra rischia, a volte, di far sentire smarriti e poco seguiti. Trattandosi di un progetto di stage, mi auguravo di poter essere seguita un po’ di più e di approfondire degli argomenti un po’ più tecnici. Lavorare da sola è certamente stimolante, ma credo anche che lavorare in gruppo possa aiutare ad avere più idee, più punti di vista e più alternative. Ho sempre lavorato con grande curiosità e passione, trovando la forza di fare molte esperienze diverse e mettermi in gioco. Ho chiaro, adesso più che mai, che lavorare, per me, significa fare qualcosa in cui credo davvero. Il turismo non può essere concepito semplicemente come un’industria che muove cose e persone; come io lo intendo ha implicazioni molto più profonde, che coinvolgono i popoli ospitanti e chi decide di partire. Responsabilità e passione sono le parole che associo al mio agire.
Ho aspettato così tanto a scrivere sul blog perché avevo bisogno di far sedimentare la mia esperienza indiana; scrivere da lì, forse, non sarebbe stato abbastanza obiettivo; ero troppo coinvolta da tutto quello che mi succedeva ogni giorno. Stare in India richiede un adattamento molto forte. Vivere la città non è semplice e non esistono modi per prepararsi prima. L’India è cruda, a volte troppo forte per noi occidentali, non è facile accettare di convivere con un livello di povertà così esasperato; uno dei miei autori preferiti dice: “In nessun altro posto al mondo la contrapposizione degli opposti bellezza e mostruosità, ricchezza e povertà è cosi drammatico, cosi sfacciato come in India”. Ma è anche vero che quando smettiamo di guardare con gli occhi da occidentali e con la mentalità di voler per forza cambiare il mondo, tutto prende un’altra piega, avviene un mutamento. Ci si sente più in pace, con se stessi e con il mondo. Si accetta il pensiero che nulla è così terribilmente importante o tragicamente insormontabile. Ci si sente, presto semplicemente umani e naturalmente mortali. Possono sembrare banalità o congetture mentali, ma dà così tanta libertà e serenità credere in questo concetto. Ci si sente immediatamente più liberi e in pace con sé stessi. Amo l’India per quello che mi ha insegnato e perché ho davvero capito cosa vorrò fare da grande. Non sarà facile e so bene che questo periodo richiederà molta energia. Ma è fondamentale credere in qualcosa, essere animati da passione. Al giorno d’oggi non abbiamo più neanche il miraggio di qualcosa di certo o stabile; la nostra società non ci rappresenta e siamo preoccupati per il lavoro, ma non dobbiamo lasciare che i nostri sogni si distruggano, le cose in cui crediamo vadano perse. Quindi è con l’augurio che possiate presto riempirvi di passione e trovare quello che vi piace che vi saluto e vi faccio un grande in bocca al lupo.
Barbara
mercoledì 11 febbraio 2009
La mia esperienza indiana
ora 18.55.00 autore alessandro bazzanella
Etichette:
destination marketing,
stage
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