mercoledì 15 aprile 2009

“I don’t pay for this shit!!!”

Un titolo bizzarro, audace, forse un po’ scomodo, ma provate a immaginare di sentire queste parole pronunciate da una coppia di turisti stranieri seduti al ristorante su un tavolino accanto al vostro…se dette poco prima che il cameriere venga a prendere la vostra ordinazione possono rendere la scelta del pasto MOLTO COMPLICATA!!
A Roma può succedere di tutto e ad alcuni di noi, durante la nostra trasferta nella “città eterna”, è accaduto anche questo.
Ma partiamo dall’inizio, immaginate di trovarvi a Roma, quartiere Parioli, e che per la stanchezza accumulata nel corso della giornata sia poca la voglia di spostarsi verso le gustose trattorie del centro per la cena, e si scelga quindi di cercare un locale nei pressi dell’albergo.
Si cammina, si spulciano le vie in lungo e in largo e, non volendo spendere troppi soldi in un sushi-bar o in un ristorante troppo chic, ci si lascia convincere dal manager di un lounge bar dai toni blu, che propone dei primi e dei secondi piatti a prezzi che tutto sommato possono sembrare interessanti.
Siamo un gruppo di circa una dozzina di persone ed una volta accolti all’interno del locale veniamo accompagnati in una saletta che si trova al primo piano (Ci arriviamo con la scala a chiocciola dei “puffi”).
Una volta sistemati, e presentatoci da una gentile cameriera il menù, ritorna da noi il manager di cui sopra il quale, scusandosi animatamente con noi, ci dice di essersi scordato di aver già prenotato quel tavolo per la serata e chiede se ci può accompagnare in un’altra zona del locale.
Prendiamo le nostre cose, riscendiamo l’”ampia” scala a chiocciola, e ci viene così proposta la sistemazione su tre tavolini separati tra loro in una piccola saletta…immaginate le espressioni che stavano mano a mano comparendo sui nostri volti, ma il bello doveva ancora arrivare!
Avendo capito che quel locale poteva essere di tutto fuorché un grande ristorante abbiamo chiesto all’elegante manager com’erano i piatti che con così grande orgoglio ci aveva offerto per attirare la nostra attenzione…ed è qui che scatta la magica scena che dà il titolo a questo post…
Provate a immaginare l’arrivo del manager che con passo balzante ci mostra altezzoso un esempio dei piatti che avremmo potuto ordinare e che dopo pochissimi istanti posizioni questi due piatti sul tavolo di due turisti stranieri che sedevano accanto a noi.
Tempo due secondi e le parole che sentiamo echeggiare dal quel tavolo sono: “What is this?!?...I don’t pay for this shit!!!!” e i due turisti si alzano e lasciano il locale con aria davvero arrabbiata…
Non auguro a nessuno, anche se la scena è stata divertente, di trovarsi in un locale e di assistere a una cosa simile.
Noi in seguito, con grande imbarazzo, abbiamo fatto il nostro ordine, abbiamo cenato (direi male), e siamo usciti dal locale un bel po’ insoddisfatti…
La mia riflessione su questa storia non può essere che una: non vogliamo perdere il turista straniero? Vogliamo mantenere elevato il livello dell’”Italian Style?” Allora evitiamo di fare le cose per cui non siamo portati…si può essere un lounge bar carino e stimato senza cercare di imitare il grande ristorante perché si sa: tutti i nodi vengono al pettine e noi in quel locale credo non rimetteremo più piede!!!

Marta Eccher

0 commenti:

Posta un commento