lunedì 8 giugno 2009

Turismo nei Parchi Naturali, il progetto Europeo: La Carta Europea del Turismo Sostenibile

Molte località turistiche si sono adeguate ai voleri dei turisti del solo relax e del solo divertimento, ma ormai questo tipo di turismo non è più sostenibile per molte località che sono state deturpate sia sotto il profilo ambientale che sociale ed economico.
C’è un cambiamento di rotta degli stessi turisti nella scelta della vacanza. Se in un periodo di crisi come questo si pensa che il fattore più rilevante sia sempre e solo il prezzo, è opportuno sottolineare che gli stessi turisti sono molto più attenti nella scelta della località in cui passare la propria vacanza. La motivazione è mutata considerando il fatto che il turista non cerca più il mero svago: è molto più attento all’ambiente, vuole conoscere il luogo, entrare in contatto con la popolazione ed è consapevole che esistono dei limiti da rispettare.
Alla luce della crisi attuale e dello stress intenso che ne deriva, le persone ricercano un contatto con la natura per potersi immergere in una concezione del “Tempo” più lenta e riacquisire il proprio equilibrio.
I parchi naturali, per propria indole, sono stati costituiti con la Missione di preservare il patrimonio ambientale. Ad oggi però, si è capito che le bellezze ambientali possono essere vissute e non solo preservate.
L’esigenza di pensare ad un turismo sostenibile nelle aree protette che rispetti dei principi comuni in tutta Europa è una sfida per tutti gli addetti ai lavori, ma anche una visione di sviluppo condivisa nel lungo periodo. Una risposta hanno cercato di darla gli otto Parchi Naturali, Federparchi, Europarc Federation ed alcuni operatori turistici del territorio trentino che il 14-15 Maggio hanno partecipato al 1° Workshop sulla Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS) organizzato dal Parco Naturale Adamello-Brenta a Caderzone Terme (TN).
E’ un passaggio molto critico perché ogni parco ha la sua realtà culturale e saper attuare questi principi, non come un qualcosa che viene imposto dall’alto ma come un processo di sviluppo che deve essere capito e compreso dagli operatori del territorio, è ormai una necessità inderogabile.
L’importanza di lavorare in rete il parco Adamello-Brenta l’ha capita già da molto e da diversi anni collabora con la Trentino School of Management (TSM), scuola di alta formazione manageriale. Per il sesto anno si è svolto il Master in Tourism Management ed otto studenti sono stati coinvolti per capire come questa seconda Fase della Carta potrebbe essere implementata e quali potrebbero essere le linee guida da poter seguire. Il progetto è molto sfidante, ma è molto più acuta
l’idea del parco di ricevere uno sguardo esterno, che potrebbe portare ulteriori stimoli e idee.
Credo che la carta sia una buona occasione per attuare quelle pratiche di “buon turismo” a cui molti aspirano, ma non trovano mai un modello concreto di attuazione. Questi progetti passano attraverso un lavoro di rete soprattutto sul territorio, ma anche ad un livello superiore, come fra parchi ed istituzioni.
Crediamo in un turismo sostenibile e per questo vi diamo appuntamento il 25 Giugno a Caderzone Terme per la presentazione del progetto di ricerca.

Alessandra Bonelli

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