giovedì 29 ottobre 2009

QUANDO LA REALTA’ CONVERGE NEL VIRTUALE

Cercherò di abbozzare due temi emergenti, già sollevati nella prova di Comunicazione web.
Il primo riguarda l’evoluzione delle tecnologie “fredde”; il secondo, che richiama indirettamente il precedente, coinvolge le implicazioni sociali legate all’utilizzo del sito web come strumento di comunicazione.
Le questioni che sosterrò rappresentano sostanzialmente la diretta conseguenza della fase più matura del processo di mutamento antropologico, al quale stiamo assistendo da circa vent’anni. Credo che l’inizio di questo cambiamento possa esser ricondotto simbolicamente alla caduta del Muro di Berlino, come analizzato da Fukuyama in “La fine della Storia e l’ultimo uomo”. Questa però è un’altra questione.
Vorrei tuttavia sostenere una tesi piuttosto ardita: l’evoluzione della tecnologia, in particolar modo quella legata alla comunicazione, sta andando nella direzione dell’umanizzazione. E tutto ciò è riconducibile al momento in cui la tecnologia interattiva ha cominciato ad entrare prepotentemente nella quotidianità degli individui.
Provo a spiegarmi meglio. Le tecnologie interattive, o 2.0, sanciscono fondamentalmente l’evoluzione delle tecnologie da “fredde” a “calde”. Mentre le “tecnologie fredde” incidono direttamente sul potenziale produttivo aziendale (es. strumenti, macchinari di produzione, etc.), quelle cosiddette “calde” valorizzano il potenziale umano perché aiutano a pensare, ad apprendere, a decidere, a comunicare, e sono al servizio degli uomini. In quest’ottica il focus dell’organizzazione aziendale è sulle persone, che diventano il vero driver della performance perché si fanno carico, più o meno consapevolmente, dei piani di impresa. L’organizzazione ha quindi centralità nella creazione di vantaggio competitivo: più coinvolgimento, motivazioni, creatività condivisa, intelligenza collettiva.
In tal senso credo che le logiche collettive di problem solving, come ad esempio la progettazione partecipata, possano rappresentare uno dei nodi cruciali nelle strategie aziendali. Un esercizio esemplificativo credo possa essere rappresentato dalla progettazione del sito aziendale. Portale web che, oltre a rappresentare elemento focale della strategia marketing, diventerà nel prossimo futuro la diretta trasposizione sul world wide web di identità e valori di organizzazioni umane, o territoriali qualora parlassimo di realtà a vocazione turistica, in virtù dei presupposti del modello di sviluppo “Glocale”. Voglio dire che il sito web, qualsiasi organizzazione esso rappresenti, diventerà sempre più uno strumento di comunicazione e legittimazione interna, e non semplice strumento di comunicazione esterna finalizzato ad intercettare i consumatori. Prevedo quindi, che sarà partecipato ed animato dal gruppo di riferimento, sino all’extrema ratio della “web polis”.
Ma voglio spingermi oltre. Penso che il sito web, soprattutto dopo l’imponente contributo dei tools 2.0, diventerà lo strumento strategico per stabilire nuovi equilibri intra ed inter-gruppo facendo riemergere sentimenti di identificazione e solidarietà estesa in virtù di logiche d’appartenenza. Senza inoltrarmi in formulazione al di fuori della mia portata, credo che a breve il sito web assumerà la potentissima valenza simbolica, quasi totemico-spirituale (Durkheim), di poter rappresentare, consolidare e rigenerare le funzioni più intime e trascendenti del gruppo sociale.

Nicola Comazzetto

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