giovedì 29 gennaio 2009

blog e sostenibilità

Riceviamo a pubblichiamo volentieri una interessante segnalazione da parte di Valentina Comoretto, MTM 5. Grazie Valentina!

Navigando nella rete ho incontrato un blog particolare, il cui leitmotiv è costituito dalla sostenibilità ambientale. Ho letto alcuni posts, consigli pratici per la vita quotidiana: piccole pillole utili! Non mi sarei mai apettata questo articolo, che richiama un video visto in aula con mtm5...

http://eco.myblog.it/archive/2009/01/14/emergenza-rifiuti-per-le-maldive.html

Le origini dell’antropologia



A gennaio 2009 si lavora a pieno ritmo e, si spera, con tanta energia. Abbiamo ripreso la nostra “vita da Master” nelle aule dell’imponente edificio che domina tutta Trento, situato nel disperso paesino di Sardagna. La preoccupazione, almeno da parte mia, inizia alle 9.15 di mattina durante il lungo e sofferto tragitto di 3 o 4 minuti in funivia e dopo alcune ore di lezione, durante le quali siamo concentrati ed immersi nel variopinto mondo del turismo, il nostro cervello comincia a necessitare di zuccheri e verso l’una.. non ci vediamo più dalla fame! Ma una “fiesta” non basta per soddisfare il nostro feroce appetito; si può notare infatti, come dopo esserci lanciati nella fila del ricco buffet della mensa, aver discusso per un canederlo rubato in zona Cesarini, e ovviamente, dopo due o tre giri di porzioni di patatine e gustose melanzane transgeniche, ci alziamo belli carichi dal tavolo con la “panza” piena ed i piatti svuotati, che sembrano addirittura lucidi e già lavati per il giorno dopo.
Tutta questa introduzione per sottolineare il fatto che nel campo turistico le cose da imparare sono tante, le ore sono intense ed ogni giorno si scoprono nuove caratteristiche e sfaccettature del turismo ed attività connesse. Ma non basta soffermarsi alla semplice definizione di turismo come azione svolta da coloro che viaggiano e visitano luoghi a scopo di svago, conoscenza e istruzione. Il concetto coinvolge ben altre realtà, quali: l’umanità, la cultura, l’economia, la psicologia e l’ambiente naturale.
In particolare vorrei concentrarmi sul tema dell’umanità e dunque sulle origini dell’antropologia, la scienza che studia l'uomo dal punto di vista sociale, culturale, fisico e dei suoi comportamenti nella società. Lo storia dell’antropologia ha profonde radici fin dai tempi dell'antica Grecia, quando alcuni storici e filosofi iniziarono a confrontarsi con gli abitanti ed i costumi dei territori confinanti. Col passare degli anni, la scoperta dell'America è stato il più importante momento storico di confronto tra civiltà completamente diverse. Gli europei consideravano non-umani i nativi americani e per questo si impegnarono in un vero e proprio etnocidio, inteso come distruzione, attraverso l'imposizione forzata, di tutte quelle pratiche, costumi, schemi mentali propri della cultura di un'etnia. In seguito ad una importante tappa che segnò lo sviluppo di questa disciplina negli anni dell’Illuminismo, è grazie al colonialismo ottocentesco che per stati come la Francia, la Gran Bretagna, l'Olanda e gli Stati Uniti, divenne necessario confrontarsi in modo diverso con i nativi dei paesi da loro conquistati. In questo periodo i fenomeni di tale disciplina sono maturati attraverso vari studi e ricerche che hanno portato oggi giorno alla creazione di corsi e specializzazioni nelle diverse università di tutto il mondo, come l’antropologia economica, culturale, visuale o delle organizzazioni.
Questo post è una piccola introduzione comparata al rapporto iniziale che abbiamo avuto noi con l’antropologia, dato che abbiamo trascorso solo due lezioni con l’antropologo Duccio Canestrini e siamo, con grande curiosità, in attesa di poter condividere altre ore insieme per scoprire il progresso e le peculiarità di questa scienza.

Laura Gianninò

martedì 27 gennaio 2009

TURISMO (IR)RESPONSABILE

L’ultima lezione del prof. Canestrini mi ha offerto due interessanti spunti di riflessione, partendo da due realtà apparentemente agli antipodi, ma in fondo legate dal filo comune della responsabilità. La prima realtà riguarda quella dei villaggi turistici in località esotiche, dove ogni anno migliaia di turisti decidono di trascorrere le vacanze all’insegna del divertimento e della spensieratezza, senza riuscire (o volere) rendersi conto di trovarsi in fondo in luoghi artificiali, dove i locali si mettono in scena, magari scatenandosi in danze antiche a loro ormai sconosciute, oppure offrendo ai turisti la possibilità di farsi fotografare con pappagalli colorati appollaiati sulle proprie spalle, animali spesso importati da altre zone. E’ il caso ad esempio di Punta Cana, località turistica della Repubblica Dominicana analizzata da un documentario di Vincent Leduc, che il professore ci ha mostrato in classe. Paradisi come questi nascondono, si sa, gravi sfruttamenti della popolazione locale, prostituzione, degrado appena fuori dai villaggi e grande disparità tra i “ricchi” in vacanza e i poveri a loro servizio. Il documentario parlava anche del progetto di costruire sulla stessa isola un nuovo villaggio eco-compatibile di lusso, un paradiso nel paradiso che, a detta di uno dei progettisti, avrebbe tra l’altro portato benefici e lavoro agli isolani. Peccato che si preveda anche la privatizzazione di ampie spiagge, da rendere accessibili soltanto agli abbienti ospiti del resort. Non mi stupisce il fatto che il mondo giri intorno ai soldi, al business. Però è certo che gran parte della responsabilità di molte situazioni di squilibrio sia anche nelle mani di chi questi posti li frequenta, senza porsi domande, senza voler spostare lo sguardo al di là del proprio naso. Purtroppo forse è talmente tanta la voglia di prendere l’aereo e godersi una settimana senza stress tra sole e mare, che si decide di staccare il cervello e lasciarsi andare. I danni umani e ambientali che ne derivano, però, sono enormi.
L’altra spunto di riflessione arriva da un articolo mostratoci nel corso della stessa lezione: un’appassionata di sci alpinismo scriveva alla redazione di un giornale, lamentandosi dei divieti vigenti in molte zone alpine di praticare il free ride. Diceva questa donna che la vita di ogni giorno ci impone così tanti limiti e costrizioni che almeno nel tempo libero sarebbe bello essere liberi davvero! Nulla da dire, pienamente d’accordo. C’è però da dire che molti incoscienti spesso si lanciano, nonostante i divieti di praticare il fuori pista, alla ricerca del brivido e spesso provocano valanghe che possono essere anche fatali. Ora io mi chiedo, sono davvero sbagliati i divieti? Purtroppo anche in questo caso, la domenica si ha voglia di svagarsi, di divertirsi, di staccare il cervello e fare ciò che piace. Ma il discorso è lo stesso, i danni che si possono provocare, a sé e agli altri, sono potenzialmente grandi.
Sarebbe bello potersi comportare in modo responsabile sempre, a casa, al lavoro e anche versione “turista”, ma temo che ciò richieda ai più uno sforzo che mal si concilia con la natura stessa della vacanza.

Laura Baggio

CARNET dei Viaggiatori MTM6


Gli uomini del Gran Tour del 1800, viaggiavano sempre con taccuino e matita, così da poter disegnare e prendere delle piccole annotazioni sui posti e sulle emozioni che provavano. Oggi giorno, in pochi viaggiano e sono ancor di meno quelli che usano un taccuino di viaggio, così quei piccoli tesori di editoria sono stati valorizzati e ripresi da alcuni scrittori che hanno realizzato dei veri e propri Carnet di Viaggio.Noi non siamo degli scrittori, ma vogliamo offrirvi il Carnet dei Viaggiatori MTM 6. Attraverso le fotografie vi presenteremo i primi mesi di viaggio in questo nuovo mondo chiamato MASTER!!!

giovedì 22 gennaio 2009

Al master si recita a soggetto...


Vite, storie, emozioni felici, commozione…ma credete davvero che tutto questo lo possiamo trovare solo attraverso i racconti al cinema o in televisione? Che bisogna essere necessariamente personaggi importanti per attirare l’attenzione di qualcuno? Forse lo troverete scontato, ma ancora una volta ho percepito quanto individualismo e quanta disattenzione verso il prossimo c’è nella vita quotidiana. Ci troviamo tutti i giorni in contatto con delle persone ignorando che da tutte ci può essere regalata un’emozione. Perché la storia di Paola oggi non è stata meno interessante di quella di Laura, che non è stata meno avvolgente di quella di Stefano, che non è stata meno toccante di quella di tutti noi; che uno per volta siamo stati chiamati a regalarci un racconto. Lo scenario nell’aula di mtm6 questi due giorni è stato un qualcosa di già visto, ma al contempo anche di nuovissimo. Andrea Castelli è stata la nostra guida attraverso immagini e suggestioni che ognuno di noi ha vissuto e che ognuno di noi ha regalato agli altri, con momenti di risate, incredulità, paura, nostalgia; è venuto fuori tutto. Da un professionista del suo calibro l'aula di tourism management ha imparato una lezione diversa, fatta di teoria, esperienza e messa in pratica affidata direttamente a noi. Il tono della voce deve essere squillante ma non invadente, le pause devono essere fatte al momento giusto per dare l’enfasi più appropriata e attirare l’attenzione, l’utilizzo del diaframma è fondamentale se quando siamo davanti ad un pubblico vogliamo evitare che quel fiatone ci strozzi le parole in gola, non si può parlare con la bocca semichiusa ma è meglio scandire bene le lettere muovendo tutta la bocca. Appare evidente che queste sono tutte nozioni da applicare non solo a teatro, bensì anche quando dobbiamo parlare in pubblico, ma l’incontro con Castelli non si è fermato solo a questo ed è andato oltre, siamo entrati nella magia del racconto. Certo, le regole appena dette valgono anche e soprattutto quando si narra una storia, ma il vero segreto per imparare nella vita è essere curiosi e “ladri”di tutti quegli spunti che gli altri ci offrono con i loro gesti e le loro parole, proprio come Castelli ci ha detto. Pirandello sosteneva che “l’attore finge a fare sul serio, e chi guarda ama farsi ingannare” e cadere nella storia, immedesimarsi; e questo è un po’quello che abbiamo fatto noi, che prima siamo stati chiamati ad improvvisare un racconto con lo spunto datoci da una semplice cartolina, e poi, il giorno dopo, a proporne un altro il cui tema e modo venisse da noi. E’ proprio vero, è importante parlare con le persone e saper ascoltare, quanto gli altri ci possono donare! E nell’aula di tsm, come nella prima settimana di master, siamo tornati a stupirci di noi, a scoprire qualcosa di nuovo, a sentirci più vicini come gruppo.

Clara Giacomelli

mercoledì 21 gennaio 2009

Primi passi verso lo stage…

Al rientro dalle vacanze di Natale ci siamo ritrovati a dover affrontare il primo colloquio orientativo in vista dello stage che concluderà il nostro master. Suddivisi in gruppi da circa 8 persone, abbiamo avuto a disposizione una mezz’ora ciascuno a tu per tu con il nostro tutor Alessandro Bazzanella e con il network manager Paolo Grigolli, colui che tiene i contatti con le aziende e le organizzazioni che ci ospiteranno per lo stage.
Dopo averci chiesto un’opinione sul master e sulle lezioni fino ad ora seguite, abbiamo raccontato un po’ di noi e delle nostre idee sul presente e sul futuro, tenendo sempre d’occhio il passato che ci ha portato fino a qui. C’è chi sa bene le lingue straniere e chi invece vorrebbe impararle meglio per poter andare all’estero… Chi è più orientato per l’estero più estremo e chi invece vuole portare delle idee innovative nella sua piccola valle… Chi vorrebbe imparare a conoscere la realtà delle Apt e chi invece è più orientato a quelle corporate...
Questo primo passo verso lo stage si rivela essere di fondamentale importanza, per noi ragazzi dell’MTM6 perché sarà una valida carta da giocare quando entreremo nel mondo del lavoro e perché ci farà venire a contatto con delle realtà che fino ad ora solo pochi di noi conoscevano.
Un consiglio? “Basta” aprire la mente e capire cosa ne vogliamo fare di noi stessi… e il gioco è fatto!

lunedì 19 gennaio 2009

Dove metto la mia Valigia?

Ho fatto una riflessione durante il mio viaggio della Speranza verso Trento.
“Ma come mai il treno è così pieno che non so proprio dove mettere le mie valigie? “
A dire il vero per tornare a Trento viaggio su un Eurostar, quindi definirlo viaggio della speranza è decisamente improprio, però appena sono montata sul treno sembrava di essere in una giungla, era strapieno e nel corridoio non si riusciva a passare dai bagagli che c’erano, dovevamo bere un Redbull e farci crescere le ali per poter arrivare al proprio posto per potersi sedere.
Alla fine sono arrivata, diciamo, comodamente a Trento, con un quarto d’ora di ritardo, ma è normale! La mia riflessione ha fatto un passo avanti quando sono scesa dal treno ed ho visto una famiglia che scendeva, ai bagagli dei bambini c’era attaccato un casco giallo, che oscillava tranquillamente.
Ho pensato: “Guarda ganzi quei genitori che fanno le Vacanze usando i mezzi pubblici.”
Infatti il Trentino Alto Adige ha un sistema di trasporti eccellente, puntuale e ben studiato, perché dover stressarsi la vita guidando la macchina, quando posso essere comodamente portato, avere più tempo da dedicare ai miei figli ed in più educarli ad essere più responsabili sotto molti punti di vista?
Prima di Natale Trenitalia e Ferrovie dello Stato, hanno orgogliosamente inaugurato la linea ad alta velocità Milano-Roma. Viaggiare con questi treni prenotando da internet ti costa anche il 10% in meno, ed addirittura il 35% se fai andata e ritorno in giornata. Da quel momento gli Eurostar con tratta Roma - Bolzano sono stati dimezzati, infatti c’è un solo treno che sale partendo la mattina ed uno solo che scende partendo il pomeriggio, ogni giorno. Ora capisco perché il mio treno era pieno, chi vuol fare la settimana bianca e sceglie il treno, naturalmente ha un sacco di bagagli, naturalmente fare tre cambi treno per arrivare a destinazione, sperando che le coincidenze siano rispettate. Non è un’impresa facile, ve lo assicuro!!!
Per molti turisti le motivazioni di tipo etico saranno ancora forti e continueranno a saltare gli ostacoli che li metteranno davanti, ma molti altri che vogliono farsi comodamente le vacanze, quale spinta possono avere nell’essere più sostenibili?

Alessandra Bonelli

venerdì 16 gennaio 2009

HOMO TURISTICUS

Mercoledì si è svolta la prima lezione di antropologia del 2009 e dalle presentazioni dei gruppi di lavoro sono emerse tante idee intriganti.
Una possibile lettura del fenomeno turistico si basa sull’idea di spostamento. Il turismo non è altro che spostamento attraverso gli spazi e fin dagli albori l’uomo si muoveva dapprima come nomade alla ricerca incessante di nuove terre in cui insediarsi.
Questo spostamento continuo attraverso uno spazio itinerante è simile a quello che fanno molti turisti: partono da un punto e percorrendo chilometri in una corsa frenetica cercano di raggiungere più luoghi possibili, accumulando il maggior numero di tappe in cui scattare la foto e mandare la cartolina. Un grand tour al solo scopo di “collezionare” località e poter dire “l’ho visto”! Oggi invece si va verso una riscoperta dello spazio radiante, una concezione dello spazio che va da un punto e si espande a cerchi concentrici. Modalità usata dagli uomini durante i primi insediamenti i quali partivano da un posto alla scoperta del territorio che li circondava. Perciò non più uno spostamento spasmodico ma un’ assaporare paesaggi e culture osservando meglio l’ambiente che ci è attorno.
Altro punto affrontato è stato quello dell’accessibilità delle destinazioni, che ha una forte influenza sul modo di fare turismo. Esempio di questo caso sono state le malghe. Molto spesso queste strutture hanno comodità in abbondanza rispetto a ciò che dovrebbero proporre. Malga si definisce come “abitazione rustica alpina, generalmente isolata, in cui dimorano i pastori durante l'alpeggio” e in quanto tale dovrebbe essere appunto un po’ faticosa da raggiungere e non avere un parcheggio con strada asfaltata con cui arrivare. Vengono inoltre proposti menù completi e non un semplice pasto, appunto da malga, legato all’ambiente. Si va così a perdere una parte di quell’immaginario del luogo, quell’aurea che la teneva ancora sospesa nel tempo.
L’eccesso di accessibilità diventa handicap, mentre essere isolati può trasformarsi in una sorta di lusso. C’è un cambio dei costumi, un ribaltamento del luogo isolato a luogo privilegiato, del luogo di miseria a luogo di lusso. Si ricercano sempre più questi luoghi incontaminati e fuori dal comune come campi tenda nel deserto, lezioni a pagamento tra i boschi e chi più ne ha più ne metta. Si va alla “conquista della pezza di formaggio”, non più scendendo dalla macchina nel parcheggio ma inerpicandosi tra i passi.
Spesso nel turismo l’innovazione è la diversificazione e molte volte quest’innovazione è ritrovare la tradizione. Perché forse il futuro sta un po’ nel passato.
Le località turistiche sono infatti costrette a diversificare la loro offerta per poter essere scelte dal turista, un turista che sempre più spesso si avvale della famosa frase “Il cliente ha sempre ragione” e non è raro che accadano CLASS ACTION: delle cause collettive di consumatori. Molto spesso si è osservato che con l’aumento della tecnologia avviene anche un aumento del disservizio: numeri verdi con attese infinite e pulsanti da schiacciare prima di sentire una voce umana. Probabilmente questo anche perché stiamo diventando sempre più dei clienti virtuali e ad attenderci è una voce sintetica. Ma sovente il consumatore è però un cliente viziato che si avvale del suo diritto di aver ragione e anche le minime imperfezioni diventano delle litanie di lamentele: “c’erano noccioline al posto di arachidi!” è il ricorso di una signora, cliente in un volo aereo, mandato all’ufficio reclami. Alla ricerca di un qualche cavillo legale per poter richiedere uno sconto oppure un’agevolazione per la prossima volta che si usufruisce di quel servizio, tattica che molti turisti sfoderano per potersi aggiudicare il prossimo soggiorno ad un prezzo ridotto.
Tramite queste esposizioni sono quindi emerse le nuove tendenze dell’homo turisticus, continuamente in evoluzione e…in viaggio!

Deborah Vidotto

giovedì 15 gennaio 2009

Antropologia del turismo: la discussione di alcuni casi

Si è tenuta oggi la seconda lezione con il professor Duccio Canestrini, responsabile dell’area di Antropologia Del Turismo.
Prima della pausa natalizia, agli studenti sono stati forniti degli articoli riguardanti tematiche differenti, tra i quali hanno scelto per formare dei gruppi. Ogni gruppo aveva come obiettivo l’approfondimento tramite ricerche sull’argomento e la preparazione di una presentazione.
La lezione di oggi non ha previsto solamente le esposizioni ma anche la costruzione della disciplina insieme, grazie all’interazione tra docente e alunni alla fine di ogni argomentazione.
Il primo gruppo si è occupato di un articolo su una zona magnifica della Sardegna, l’arcipelago della Maddalena; in particolare delle conseguenze positive e negative causate dallo smantellamento della base americana e dalle riconversioni in atto in vista del G8 2009.
Si è passati poi alla presentazione di Treno Natura, un viaggio nel passato tra le Crete Senesi. Il progetto che ha ridato vita alla linea ferroviaria Asciano- Monte Antico, un treno turistico che permette di riscoprire le tradizioni di questa splendida zona della Toscana.
Un altro gruppo ha trattato come tema centrale il Turismo Verde nella zona dell’altopiano di Asiago e sul cambiamento che si è verificato nell’offerta turistica delle Malghe. Prima erano situate in luoghi difficili da raggiungere e caratterizzate da ospitalità genuina e semplicità, mentre ora i servizi offerti sono al passo con i trend e il malgaro è diventato imprenditore.
Il gruppo seguente ha analizzato il futuro delle Alpi dal punto di vista dell’innovazione turistica, della legislatura ed industriale. Il concetto chiave è quello di imparare dal passato ed è stato tratto da un noto proverbio francese: "L'innovazione è un mezzo formidabile per risolvere i problemi che non avremmo avuto se non ci fossero state le invenzioni precedenti."
Si è parlato infine delle “Vacances de l’Esprit”, sono vacanze che permettono di soggiornare per una settimana in mezzo alla natura, partecipando ad attività quali lezioni con maestri della cultura, lezioni di yoga, aikido, canto, ecc... I partecipanti possono cosi trovare il contatto con se stessi e con la natura.
Dopo queste argomentazioni con il professore ci siamo soffermati ad analizzare alcune tematiche comuni e contrastanti quali: la tradizione, l’innovazione, l’accessibilità dei luoghi e le tendenze, ponendo comunque un punto di domanda su quale sarà il futuro.

Stella Pedrazzini

mercoledì 14 gennaio 2009

IL RITORNO A SARDAGNA

Sono ancora vivi in noi i ricordi delle giornate trascorse lontani dalla cima della montagna rocciosa, luogo in cui è dislocata la sede del nostro MTM6, presso il Centro Panorama di Sardagna.
C’è chi ha voluto gustarsi le splendide giornate di sole in pausa dal Master sulle affollate piste da sci, avventurandosi in discese mozzafiato, chi ha deciso di spingersi nel freddo Nord dell’Europa alla scoperta delle capitali europee e chi, per sfuggire alle polari temperature che lo scorso dicembre ci sono state concesse, ha deciso di andare a vedere cosa vuol dire vivere il Natale sulla fine sabbia bianca di una spiaggia Sud Americana…
Dopo tante avventure, relax e divertimento è normale che per i più il ritorno sia stato sufficientemente sofferto; è ben saldo in noi il pensiero che i giorni che ci apprestiamo a vivere saranno densi di ogni genere di attività e non rimarrà di certo il tempo per annoiarsi.
Non saranno pochi gli “ostacoli” che dovremo affrontare: i primi lavori di gruppo da portare a termine e presentare, la conclusione di alcune aree di didattiche e le relative verifiche, i primi colloqui di orientamento per lo stage…
La cosa positiva è che siamo ripartiti con lo stesso spirito d’unione con cui c’eravamo salutati a dicembre, è grande in noi la voglia di approfondire i temi che abbiamo lasciato in sospeso, la curiosità di conoscere i nuovi docenti e le materie che con essi affronteremo e soprattutto si fa sentire l’entusiasmo per il laboratorio didattico a Roma: incuriositi e intimoriti allo stesso tempo dal lavoro che ci verrà affidato, coscienti che questa per tutti noi sarà veramente una tra le più importanti esperienze di tutto il Master.
I primi due mesi trascorsi assieme sono passati molto velocemente e i prossimi a venire si susseguiranno con altrettanta velocità.
L’augurio per tutti noi è che le avventure che ci accadranno da qui a fine giugno, momento in cui ognuno seguirà la propria strada per affrontare nel miglior modo possibile lo stage, siano una grande esperienza di crescita personale, un percorso entusiasmante e in particolar modo stimolante affinché i ricordi che stiamo giorno dopo giorno maturando rimangano a lungo vivi in noi.

Marta Eccher

martedì 13 gennaio 2009

Destinazione Turistica: Venezuela.

L'anno nuovo comincia con un post di Gabriela Maria Pedrotti, che ci racconta del suo paese, il Venezuela.

Il Venezuela riceve questo nome dal noto marinaio italiano, Amerigo Vespucci, che arrivò nel 1499 sulle coste venezuelane e guardando le case degli antichi indiani costruite sopra l’acqua, si ricordò della città di Venezia e per questo decise di chiamarlo Venezziola o Venezuela (Piccola Venezia).
Attualmente il Venezuela è conosciuto come la porta dell’America del Sud. È un paese caratterizzato da immense richezze economiche, naturali, culturali, sociali ecc; e si distingue per la sua diversità e i suoi contrasti.
Parlando delle ricchezze naturali del Venezuela, si può iniziare dal clima tropicale che si compone soltanto di due stagioni quella invernale, caratterizzata da piogge frequenti, e quella estiva con temperature fra i 28° e 35° Gradi. Il territorio è vario: si passa dalla spiaggia alla montagna, attraversando la pianura, il deserto, la Foresta Amazonica e le isole dei Caraibi, famose e conosciute per la loro straordinaria bellezza. Le mete turistiche sono molte. Prima fra tutte l’Amazzonia, che offre i monumenti naturali piu antichi della terra come gli Auyantepuy, il Salto Angel (la cascata più alta del mondo), ecc. I parchi naturali, come “la Gran Sabana”, offrono una grande varietà di animali unici. Le diverse spiagge e isole come la “Isla Margarita”, “la Tortuga” e “Los Roques” lasciano il turista senza fiato. Anche le montagne hanno il suo attrattivo dal punto di vista turistico: in Venezuela si trova la montagna più alta del sud America, il “Pico Bolivar” con i suoi 4.978 metri di altezza, la cui vetta si raggiunge con la funivia ed è l’unico luogo del Venezuela in cui c’è neve.
Dal punto di vista sociale, la ricchezza culturale del Venezuela è dovuta non soltanto alla varietà del territorio, ma anche alla quantità e alla diversità della gente che è arrivata dalla Scoperta dell’America fino ad oggi. Questo ha comportato la mescolanza di tradizioni - Spagnola, Africane, Indiane, Italiana, Portoghese, Americane, ecc. - che rende il Venezuela e la sua gente, un paese aperto, vivace e accogliente per nuove e diverse culture.
Come si è gia detto, il Venezuela è un paese pieno di ricchezze, ma allo stesso tempo è segnato da forti contraddizioni. In ambito economico, esso dipende da più di 80 anni esclusivamente dal petrolio, che rappresenta il 93% del prodotto interno lordo, mentre il restante 7% è diviso fra attività aziendale, agricola e turistica. La poverta colpisce l’80% della popolazione e l’inflazione nel 2008 era attorno al 30%. L’economica venezuelana beneficia quindi degli alti guadagni ricavati dall’attività petrolifera e si può dire essa si basi su un unico prodotto, il cui prezzo dipende della volatilità del mercato internazionale.
Per questo motivo oggigiorno si stanno cercando diverse soluzioni al problema della dipendenza dell’economia venezuelana dal petrolio. Si sta osservando l’esempio di altre potenze petrolifere, come ad esempio Dubai, che hanno investito i profitti derivanti dal petrolio per produrre ed sviluppare altre attività economiche. Il turismo potrebbe essere una buona risposta per eliminare questa dipendenza e potrebbe trasformarsi nella fonte principale di reddito per il Venezuela di domani.
Il Venezuela propone già una grande varietà di prodotti turistici sul panorama dell’offerta mondiale, ma potrebbe offrire un prodotto di maggiore qualità sviluppando le istituzione pubbliche e private competenti in ambito turistico, migliorando le infrastrutture, attuando progetti di marketing, ecc.

http://www.youtube.com/watch?v=lfzcLrbA0jU