giovedì 30 aprile 2009

per una nuova responsabilità sociale

Presentiamo due articoli a firma di Paolo Grigolli, Direttore Alta Formazione di tsm, che non riguardano strettamente il turismo.
Si parla di capitalismo, il nostro capitalismo, quello che ci spinge tutti i giorni a lavorare molto per cercare di guadagnare altrettanto. Quel capitalismo finanziario globale che però oggi rischia di far perdere tutto a (quasi) tutti.
Si parla anche del grande giornalista polacco Ryszard Kapuscinski e della sua scelta prospettica di raccontare il mondo dal punto di vista dei poveri.
Ciò che lega entrambi i testi è la dimensione della responsabilità sociale del nostro agire: l’accettare il fatto che ogni nostro agire avrà ricadute, positive o negative, sul resto della comunità.
Con qualcosa in più però del "semplice" senso di responsabilità: Kapuscinsky infatti ci trasmette un entusiamso al quale è difficile non rispondere, e per chi avrà il piacere di leggere uno dei suoi libri, ci suggerisce che non è possibile intraprendere alcun viaggio senza porsi domande e cercare risposte sul perché della disuguaglianza economica.
Visto da questo punto di vista, il documento di Paolo non è poi così lontano da una certa sensibilità che il master in management del turismo cerca di costruire con i suoi studenti.

mercoledì 29 aprile 2009

MARKETING e SOLIDARIETÁ

Il 10 aprile ’09, mentre all’Aquila si celebravano i funerali delle vittime del terremoto, a Tirolo in Alto Adige, la locale associazione turistica organizzava una conferenza stampa per illustrare una nuova iniziativa a favore delle famiglie terremotate.
L’associazione turistica, si farà carico di ospitare per una settimana, cinque famiglie della zona colpita dal terremoto. Gli ospiti, potranno godere di una settimana di ferie totalmente spesata dai promotori, potranno usufruire di tutto ciò che il paese di Tirolo è in grado di offrire dal punto di vista dello svago e del divertimento, come un volo in parapendio, visite al centro faunistico,a Castel Tirolo etc.
Il presidente dell’associazione turistica Alexander Dilitz ha dichiarato che questa azione è stata pensata per dimostrare la propria vicinanza alla popolazione abruzzese, ed ha espresso la speranza che questa iniziativa possa dare il via a tante altre iniziative simili all’interno del territorio altoatesino, in modo tale da creare una rete di solidarietà ( quotidiano Alto Adige 11.04.’09).

Quest’iniziativa ha sicuramente una rilevante valenza solidale e sociale, è importante essere vicini a chi soffre e vive situazioni critiche cercando di aiutarli mettendo a disposizione i propri mezzi e le proprio risorse, però non bisogna negare che, attraverso questa azione Tirolo coniuga marketing e solidarietà. Solidarietà per i motivi che ho elencato fino ad ora, mentre per quanto riguarda il marketing, è innegabile che con questa azione Tirolo farà parlare di sé, attirando consenso ed interesse. Scaturiranno dei meccanismi attraverso i quali, le famiglie ospitate attribuiranno sempre a Tirolo una valenza positiva. Se l’associazione turistica sarà brava a non lasciare che questa iniziativa rimanga fine a se stessa, potranno giocare sul binomio destinazione-esperienza, cercando di legarle indissolubilmente. Le famiglie ospitate penseranno sempre a Tirolo come chi, anche se solo per una settimana, ha fatto in modo di alleviare tanta sofferenza, promuoveranno la destinazione e ne parleranno bene con i propri amici, probabilmente ci ritorneranno e contribuiranno ad estendere la rete di contatti e visite della località altoatesina.
Coniugando marketing e solidarietà la destinazione è stata sicuramente lungimirante, e poi si sa che le buone azioni vengono sempre premiate……!!!!!

lunedì 27 aprile 2009

ANCH’IO VOGLIO DIVENTARE UN LOHAS!

La settimana scorsa a lezione abbiamo avuto la possibilità di incontrare nuovamente Peter Righi, il Direttore del Consorzio Turistico della Valle d’Isarco, che ci ha spiegato le sue idee ed obiettivi riguardo il nostro periodo di Rbl. Durante l’incontro siamo venuti a conoscenza di un termine o acronimo, usato per identificare un nuovo gruppo di persone che si caratterizza per lo stile di vita orientato alla salute e allo sviluppo sostenibile, i Lifestyle of Healt and Sustainability o più semplicemente i Lohas. Di sicuro non ci si sbalordisce il fatto che tanti abbiano voglia di ritrovare sé stessi, pensare di più ad una vita equilibrata e salutare; ma quello che rende diverso i Lohas è la loro creatività ed intensità con cui soddisfano a pieno le loro esigenze. Infatti, questa nuova tendenza dà la massima importanza alla qualità e all’autenticità, alla sicurezza e al sapore, nonché alla responsabilità nella concezione completa della vita, che si differenzia tra settori come la cucina per esempio, alla ricerca di sapori sempre più naturali, sani e gustosi. Oggigiorno si va alla ricerca di nuovi valori, si diventa più esigenti e si cerca di far andare d’accordo la salute con il piacere. Tutto ciò corrisponde con i principi di Lohas.
Sono le scelte eco-compatibili il motore della nuova economia: lo dicono gli esperti che vedono affermarsi in questo movimento una nuova armonia tra valori del consumatore e brand commerciali, all’insegna della responsabilità sociale. Il mondo Lohas, dagli alimenti organici alla bio-cosmesi, dalla bioarchitettura alla medicina naturale, fino alle energie rinnovabili, indicano uno stile di vita e di consumo ad elevato senso civico. Salute, ecologia e sostenibilità, il tutto associato al piacere individuale, sono le nuove esigenze alle quali risponde un segmento di mercato che ha fatto proprio il concetto di capitalismo responsabile.
La Germania è il paese europeo con la più alta percentuale di Lohas: 12,5 milioni di tedeschi sopra i 14 anni (il 19,3%) sembrano rientrare in questa categoria. Quale sarà la fetta di Lohas presente nel nostro Paese?

Laura Gianninò

Trento live!

Noi trentini di Trento ci siamo sempre lamentati che la nostra città è morta, che non propone mai niente per noi giovani che, dopo giornate di studio e lezioni, abbiamo bisogno di un po’ di svago in compagnia. Ebbene, sembra che qualcosa stia cambiando! Eh sì, per chi non lo sapesse, questa sera è previsto il concerto che sarà poi trasmesso su Rai2 giovedì 30 aprile per una puntata straordinaria di X Factor, programma televisivo che seleziona, tra tanti, nuovi talenti musicali che vogliono e hanno le carte in regole per emergere.
Sono alcuni giorni che la città è in movimento per mettere a punto questo evento: palchi, maxischermi, transenne… tutta la città viene coinvolta nel meccanismo. Piazza Duomo, dove canteranno gli ex concorrenti del talent show, verrà chiusa a partire dalle 17; i bar del centro storico non potranno vendere bevande alcoliche dalle 17.30 alle 24; i (pochi) parcheggi di Trento saranno occupati dai fan che non riusciranno a raggiungere il palco. Solo un dato: sono previste 25.000 persone, quasi un quarto dell’intera città.
Ma io, da trentina, mi pongo una domanda: è davvero pronta Trento per ospitare un evento di questo calibro?? E non parlo solo di capacità totale delle piazze e delle vie, ma soprattutto della mentalità degli abitanti del centro storico. Negli ultimi anni sono stati chiusi numerosi locali per disturbo della quiete pubblica, perché i giovani all’uscita dei locali avevano un tono di voce troppo alto che disturbavano il sonno dei residenti.
E allora perché fare il concerto in centro città e non al Palazzetto di via Ghiaie? La risposta è facile: pubblicità.
È innegabile, infatti, che ospitare un concerto di queste dimensioni, che poi avrà una risonanza televisiva molto alta, ha un impatto notevole per la promozione della città e del territorio. Piazza Duomo, una splendida cornice ad un concerto che ospita i suoi beniamini quasi vincitori The Bastard Sons of Dioniso, la bellissima via Belenzani, via Cavour e Piazza Dante… non ci sono dubbi che sia una città magica e che debba essere valorizzata!!!
Ma perché non farlo più spesso? Anche in forma meno spettacolare…
Perché non far sì che la nostra città rimanga popolata di giovani anche i fine settimana, invece di far scappare gli studenti a casa? Non chiediamo tanto…
Chi vivrà vedrà…e buon concerto per chi ci andrà!!

Viviana Vianini

mercoledì 22 aprile 2009

Physical Brand al Career Day dal 29 maggio

Ci sarà anche Massimo Fabbro alla nostra Reunion del prossimo 29 maggio.
Massimo Fabbro è un collaboratore ormai stabile di tsm: da anni tiene lezioni sia al master in management del turismo che all'executive master in destination marketing.

Massimo è co-fondatore e Managing Partner di Crea International, una delle pochissime agenzie italiane specializzate in Physical Brand Design, ossia l’ideazione ed il design di spazi (retail, corporate buildings, eventi) progettati in funzione della loro capacità di comunicare il linguaggio ed il sistema dei valori, delle conoscenze e dei prodotti di un brand alle persone di riferimento.
E’ visiting professor responsabile dell’area Physical Brand Delivery presso il Master in Marketing Management dell’Università di Parma/Sole 24 Ore, e visiting lecturer nel corso di C.M. Marketing Industriale presso la Facoltà di Design del Politecnico di Milano.

Insomma, una presenza importante, quella di Fabbro, soprattutto per via della sua specializzazione professionale: il turismo e la cultura sono intrinsecamente legati agli spazi fisici, per cui è erto che un confronto tra lui e noi possa essere foriero di stimoli e opportunità.

martedì 21 aprile 2009

Mondiali Sci Nordico 2013: c'è anche tsm!!!

Nel complesso processo di preparazione dei Campionati Mondiali di sci nordico del 2013, ci sarà parecchio lavoro anche per gli studenti dei futuri Master in Management del Turismo di tsm.
Il Comitato Organizzatore dei Mondiali e tsm hanno infatti siglato un accordo che prevede diverse attività di ricerca sul campo da parte dei ragazzi del master, stage nell’organizzazione e collaborazioni sulle attività di comunicazione.
Un evento di tale portata non ha semplicemente un altissimo valore commerciale per il turismo locale, ma contribuisce a definire sempre più il posizionamento della Val di Fiemme e del Trentino nel panorama dell’offerta turistica internazionale.
La Val di Fiemme è infatti l’unico territorio al mondo a poter vantare l’organizzazione di 3 mondiali negli ultimi 22 anni e questo elemento ha creato delle aspettative particolari sulle ricadute della terza edizione dei Mondiali sul territorio sia in termini di infrastrutture che di evoluzione dal punto di vista dell’identità culturale e del prodotto turistico.
Per quel che ci riguarda più direttamente, abbiamo l’impressione che il master in management del turismo di tsm si stia sempre più ritagliando un posto di consulente (“junior”, certo, ma sempre consulente) di importanti territori e manifestazioni: dopo le tante esperienze fatte a Sanremo, dopo la recente ricerca a Globe09, ora i futuri studenti del nostro master si sperimenteranno con una manifestazione di livello internazionale.
I confini tra formazione ed esperienza professionale sono sempre più sottili. Il modo migliore per imparare è quello di confrontarsi quanto prima con i problemi reali del mondo del turismo.

lunedì 20 aprile 2009

Aprile... dolce dormire...

Aprile, dolce dormire… i vecchi detti sono sempre i più veritieri…Mi sono chiesta se la primavera in tempi di crisi ha fatto dormire ancora di più il turismo in Italia o se invece con la Pasqua siamo rimasti sulla cresta dell’onda? Così sono andata a ricercare qualche informazione ed il comunicato dell’ANSA del 16 Aprile, riporta le prime stime della Pasqua. Il sottosegretario Vittoria Brambilla, di cui ormai avrete tanto sentito parlare, afferma che “emerge una tenuta complessiva del sistema” e circa un milione di italiani è andato in vacanza e l’80% di questi è rimasto nel Bel Paese. Ma questi dati un po’ approssimativi che c’entrano con il vecchio proverbio? Il dolce dormire non ci sarà stato verso quei pochi stranieri che magari potevano pensare di venire in Italia, ma purtroppo il sistema tiene soltanto invece di reagire e di innovarsi. Così la crisi si fa sentire, ma alla vacanza gli italiani non rinunciano e per il momento cambiano le mete e si preferisce rimaner nel nostro Bel Paese.
Ma i dati non sono ancora ufficiali e magari le mie supposizioni potrebbero essere positivamente smentite, così aspettiamo che finisca Aprile ed il suo dolce dormire…

Alessandra Bonelli

venerdì 17 aprile 2009

ASTE AL RIBASSO…E SI DECOLLA!

Tornando a casa dalle mie vacanze pasquali, tra una sbirciatina fuori dal finestrino e continui movimenti di mascella per stappare le orecchie, mi sono messa a sfogliare l’Atmosphere, “l’in-flight magazine” di Meridiana Eurofly presente su tutti i voli della compagnia. Leggendo molti articoli interessanti che la rivista propone, rigorosamente incentrati sul settore turistico, ne ho trovato uno intitolato “aste on-line al ribasso sul sito Meridiana”. Nell’articolo viene spiegato che il gruppo Meridiana Eurofly si è aggiudicato un nuovo primato sperimentando, come prima compagnia aerea in assoluto, un nuovo canale di vendita con le aste al ribasso. Vince l’offerta unica più bassa, bastano solo pochi euro ed una connessione ad internet. In poche settimane dall’avvio sono già alcune decine gli internauti che si sono aggiudicati voli a pochi cents e il più abile ha perfino ottenuto un volo per due persone, andata e ritorno, per New York, a 1,34 euro in tutto. Sul sito della compagnia si può partecipare all’asta e trovare tutto il regolamento.
Sarà la crisi economica che spinge le aziende ad attivarsi per incoraggiare i consumatori a non rinunciare alle vacanze? Sarà un metodo per controbattere alla concorrenza fatta dalle low cost? Saranno nuove tecniche di marketing pensate per una nuova configurazione del mercato che sta andando a crearsi?
Non resta che aspettare e tenersi aggiornati!

Clara Giacomelli

Part of European passion in travel

“Una risposta aggressiva alla crisi del turismo mondiale ” queste le parole usate dal sottosegretario al turismo Michela Vittoria Brambilla, promotrice dell’iniziativa che vede riuniti tre grandi paesi europei nella promozione turistica a livello mondiale. I tre colossi del turismo Italia, Francia e Spagna hanno realizzato un marchio comune per la promozione dei paesi nei mercati emergenti di Cina, India, Russia, Messico, Argentina e Brasile. “Part of European passion in travel” questo lo slogan prescelto per promuovere la campagna esposta a Parigi in occasione del “Rendez vous en France 2009” dai responsabili al turismo dei paesi promotori, oltre a Michela Vittoria Brambilla, Hervè Novelli per la Francia e Joan Mesquida Ferando per la Spagna.
Il progetto consiste nel finalizzare un piano di azione comune per promuovere le tre destinazioni che da sole hanno riunito nel 2007 più di 180 milioni di visitatori e per le quali il turismo rappresenta il 10% del Pil. Tre le tematiche di punta: il turismo urbano e lo shopping, la cultura e il patrimonio, la gastronomia e l’enologia. Un centinaio di tour operator affermati dei tre paesi si riuniranno per sviluppare una serie di prodotti. In progetto c’è anche un accordo con le tre compagnie aeree di bandiera per ottenere facilitazioni in termini di prezzi e di servizi. Tutti comunque saranno pacchetti costruiti su misura del tipo di cliente che si vuole attirare.
In un periodo “di crisi” come quello che stiamo attraversando oggi, unire le forze anche dal punto di vista turistico è un’ottima idea per immettersi in nuovi mercati. I tre paesi più visitati d’Europa vantano elementi di attrazione simili, come le città d’arte, un patrimonio culturale e artistico di alto livello, una forte enogastronomia e un territorio che offe il mare, la montagna e la campagna.
Un esempio che la dice lunga su come si potrebbero mettere in atto azioni di collaborazione per riuscire a innalzare il turismo al posto che gli spetta di diritto dal momento che è uno dei settori più importanti per l’economia del nostro Bel Paese.

Caterina Bricolo

29 maggio Career day: investire nelle persone

"Preferisco investire in persone, piuttosto che in palazzi". Lo ha detto il magnate americano delle telecomunicazioni John Werner Kluge, che ha recentemente donato 400 milioni di dollari alla Columbia Università, dove si laureò quasi settant'anni fa.
Università e Business School anglosassoni hanno compreso da tempo il valore dei network di ex-studenti. Da noi questa è un'idea che sta prendendo strada, come testimonia questo articolo apparso sul Sole24ore.
Un ambiente dove scambiare esperienze, un'occasione di formazione continua. E certamente anche l'opportunità di aprire nuove prospettive alla propria carriera professionale.

Tutto questo sarà il Career Day di Tsm, il prossimo 29 maggio a Trento: gli studenti di tutte le edizioni dei master di tsm incontreranno alcuni tra i più importanti manager italiani e si confronteranno con Carlo Petrini di Slow Food.

mercoledì 15 aprile 2009

“I don’t pay for this shit!!!”

Un titolo bizzarro, audace, forse un po’ scomodo, ma provate a immaginare di sentire queste parole pronunciate da una coppia di turisti stranieri seduti al ristorante su un tavolino accanto al vostro…se dette poco prima che il cameriere venga a prendere la vostra ordinazione possono rendere la scelta del pasto MOLTO COMPLICATA!!
A Roma può succedere di tutto e ad alcuni di noi, durante la nostra trasferta nella “città eterna”, è accaduto anche questo.
Ma partiamo dall’inizio, immaginate di trovarvi a Roma, quartiere Parioli, e che per la stanchezza accumulata nel corso della giornata sia poca la voglia di spostarsi verso le gustose trattorie del centro per la cena, e si scelga quindi di cercare un locale nei pressi dell’albergo.
Si cammina, si spulciano le vie in lungo e in largo e, non volendo spendere troppi soldi in un sushi-bar o in un ristorante troppo chic, ci si lascia convincere dal manager di un lounge bar dai toni blu, che propone dei primi e dei secondi piatti a prezzi che tutto sommato possono sembrare interessanti.
Siamo un gruppo di circa una dozzina di persone ed una volta accolti all’interno del locale veniamo accompagnati in una saletta che si trova al primo piano (Ci arriviamo con la scala a chiocciola dei “puffi”).
Una volta sistemati, e presentatoci da una gentile cameriera il menù, ritorna da noi il manager di cui sopra il quale, scusandosi animatamente con noi, ci dice di essersi scordato di aver già prenotato quel tavolo per la serata e chiede se ci può accompagnare in un’altra zona del locale.
Prendiamo le nostre cose, riscendiamo l’”ampia” scala a chiocciola, e ci viene così proposta la sistemazione su tre tavolini separati tra loro in una piccola saletta…immaginate le espressioni che stavano mano a mano comparendo sui nostri volti, ma il bello doveva ancora arrivare!
Avendo capito che quel locale poteva essere di tutto fuorché un grande ristorante abbiamo chiesto all’elegante manager com’erano i piatti che con così grande orgoglio ci aveva offerto per attirare la nostra attenzione…ed è qui che scatta la magica scena che dà il titolo a questo post…
Provate a immaginare l’arrivo del manager che con passo balzante ci mostra altezzoso un esempio dei piatti che avremmo potuto ordinare e che dopo pochissimi istanti posizioni questi due piatti sul tavolo di due turisti stranieri che sedevano accanto a noi.
Tempo due secondi e le parole che sentiamo echeggiare dal quel tavolo sono: “What is this?!?...I don’t pay for this shit!!!!” e i due turisti si alzano e lasciano il locale con aria davvero arrabbiata…
Non auguro a nessuno, anche se la scena è stata divertente, di trovarsi in un locale e di assistere a una cosa simile.
Noi in seguito, con grande imbarazzo, abbiamo fatto il nostro ordine, abbiamo cenato (direi male), e siamo usciti dal locale un bel po’ insoddisfatti…
La mia riflessione su questa storia non può essere che una: non vogliamo perdere il turista straniero? Vogliamo mantenere elevato il livello dell’”Italian Style?” Allora evitiamo di fare le cose per cui non siamo portati…si può essere un lounge bar carino e stimato senza cercare di imitare il grande ristorante perché si sa: tutti i nodi vengono al pettine e noi in quel locale credo non rimetteremo più piede!!!

Marta Eccher

martedì 7 aprile 2009

Cultura dell'ospitalità e competitività del turismo

E’ davvero a causa della crisi internazionale che l’Italia sta attraversando questo periodo di recessione turistica? Con questo interrogativo non voglio mettere in discussione il difficile periodo che sta attraversando l’economia mondiale, ma la mia impressione è che fino a qualche anno fa l'Italia ha pensato al turismo come qualcosa di dovuto, il Bel Paese che non ha nessun bisogno di un piano turistico. Negli ultimi 30 anni la domanda turistica è cambiata , ma il nostro Paese è rimasto fermo ed il prodotto turistico che offriamo non risponde nella maniera più adeguata alle richieste. L'ospitalità, che, fin dall’antichità è ritenuta sacra, è carente e non rappresenta più un elemento di punta. L’Italia è ancora in cima alla lista delle destinazioni più ambite dello scenario mondiale e sul nostro territorio si concentra la stragrande maggioranza dei beni culturali tutelati dall’Unesco.
“Pochi paesi possono vantare di elementi attrattivi alla pari dei nostri”, -commenta Nardo Filipetti, presidente del consorzio incoming di Astoi- " quindi i turisti vengono, ma rimangono delusi dai servizi che proponiamo".
Non c'è più il senso dell'ospitalità che avevamo in passato e non c'è più il piacere di offrire un servizio unico, personale e diretto.
L'ospitalità è un fattore umano, Xenia (in greco ξενία, xenía) riassume il concetto dell'ospitalità e dei rapporti tra ospite ed ospitante nel mondo greco antico, della cui civiltà costituiva un aspetto di grande rilievo. La filosofia dell'ospitalità è innanzitutto il rapporto tra due persone, un fattore dove l'Italia ha fatto scuola per anni, mentre ora perde drasticamente terreno.
Oggi il turista ha budget più ridotti, ma non per questo è disposto a rinunciare ai servizi ed alla qualità. Il cliente magari riduce la durata della vacanza ma punta in ogni caso su strutture e servizi che garantiscano un soggiorno di medio-alto livello. Oggi le distanze si sono accorciate e molte destinazioni sono molto più accessibili grazie anche ai voli low cost. Si raggiungono posti che fino a poco tempo fa erano lontani dall'immaginario turistico e che con ingenti piani promozionali si sono posti allo stesso livello dell'Italia. Per questo spesso la scelta cade su destinazioni dove il rapporto qualità prezzo è più equilibrato e dove c'è una maggiore attenzione ai servizi e all'ospitalità. Al momento l’Italia è considerata uno dei paesi più cari dell’area del Mediterraneo, con servizi costosi e carenti.
La concorrenza quindi è diventata spietata perciò non possiamo più continuare a dormire sugli allori. Il turismo è cultura dell’ospitalità e relazione e i cittadini dovrebbero essere messi in migliori condizioni per accogliere i turisti. Secondo Incoming Italia ciò che penalizza il nostro paese è la mancanza di azioni decisive da parte del governo.
Gli altri governi, come Spagna, Egitto, Turchia, Grecia, Nord America e Asia hanno stanziato cifre enormi ed a breve partiranno azioni promozionali massicce sui media.
La speranza è che con la creazione del Ministero del Turismo, che sarà affidato al Sottosegretario Michela Brambilla, le cose per la nostra bella Italia migliorino!

Immacolata Durazzo