Turismo responsabile e mercato: nel nostro paese questo è un accostamento tutt’altro che scontato. Figlio (legittimo) del commercio equo, il turismo responsabile ha trascorso i suoi primi anni di vita negli spazi protetti del mondo della solidarietà, incontrando però ben presti forti limiti di sviluppo, sia in termini di varietà e qualità dell’offerta, che di dimensioni di mercato.Dell’opportunità di aprirsi al mercato più tradizionale del turismo, e di come ciò potrebbe essere fatto, se ne è parlato a tsm l’11 giugno scorso, durante un convegno che ha coinvolto tsm, l’Università di Trento, l’Associazione Italiana Turismo Responsabile, il Parco Naturale Adamello Brenta, l’ong Icei e operatori di turismo responsabile. Ospite d’eccezzione Xavier Font, ricercatore presso l’International Centre for Responsible Tourism dell’Università di Leeds.Quali le reali motivazioni di vacanza del turismo responsabile? Cosa offrono oggi destinazioni e operatori italiani, e cosa di differente i grandi global player internazionali? Ma anche quali possono essere i contributi offerti dalle Ong e quali i limiti che ancora oggi non hanno superato? E infine, cosa possono offrire territori italiani vocati alla sostenibilità?La giornata di lavoro ha messo sul tavolo, crediamo, qualche risposta. L’intervento di Xavier Font ha fatto emergere, certamente, la necessità di lavorare di più con l’industria turistica dei grandi numeri, perché responsible tourism means different things to different markets, e anche il turismo “tradizionale” può e deve essere contaminato. Al contempo, si apre una sfida importante per il turismo solidale e comunitario, tradizionalmente promosso da AITR e dai suoi soci; pur nella consapevolezza che questi viaggi sono rivolti a target molto specifici, si è rilevata la necessità di adeguare l’offerta e la promozione del turismo responsabile ai nuovi canali distributivi e alle evoluzioni del mercato turistico. È importante che il turista non si senta in colpa, e viva l’esperienza di viaggio, nel suo complesso, come una dinamica di arricchimento, fra sé e le comunità ospitanti, anche nell’inevitabile contaminazione reciproca.Turismo responsabile e mercato: una dialettica irrinunciabile, certamente sfidante, che apre le porte ad interessanti scenari, con l’obiettivo di colmare una distanza, quella fra un’offerta frammentata e il cosmo dei viaggiatori, troppo spesso ignorata.”
Altre risposte nei video del convegno:
http://www.tsm.tn.it/interne/turismo_responsabile_quale_mercato_materiali.ashx?id=8257&anno=2009&idd=3983
venerdì 10 luglio 2009
Turismo Responsabile: quale mercato?
ora 11.09.00 autore alessandro bazzanella
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